Ma quanti siamo?

http://www.fondazionenigrizia.org/notizia/festa-dei-popoli-2013

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Ma quanti siamo?

C’è qualcosa del genere a Palermo?

Titolo per un post sulla demografia.

E’ una di quelle materie a cui dovremmo dar buon conto, perchè su questa scienza si fonda la vita degli abitanti del pianeta. I numeri sono altissimi e la gestione di questi sistemi stà comportando un enorme peso gravato sulle spalle del popolo.

train

Train – Salgado

Chi controlla queste folle, non ha nessun altro interesse che fare profitto. Comunque. Piegare tutto alla fredda logica del mercato,che vuole che compri a poco e rivendi a molto, moltissimo. E questo funziona dove girano quei  soldi che inghiottirebbero finanziarie per decenni che lì dove nuotano i pesci grossi, in cui cui si  avventurano a nuotare.

Ci sono consigli di amministrazione nel mondo, che potrebbero comprarsi tutto il nostro paese e qualche pezzo in più,  con i loro fatturati astronomici, pompati dalla tecnologia digitale.

Il Piano, era nella fase finale dell’attuazione, ed il 2001 sancì l’epilogo di una resa incondizionata. Una classe politica indecente dimenticava di discutere in parlamento la firma di un trattato che ci consegnava nelle mani dell’europa. Semplicemente dimenticarono di fare l’unica cosa giusta che si fa in questi casi: dare voce al popolo. Ma il popolo è bue.

Il Piano decise di iniziare un programma decennale partendo dalla fine. Dare fisicamente in mano al cittadino il denaro contante. Nel 2001 si decise di partire con la cosa più facile da fare: pompare denaro. I bancomat vanno in fumo. Chiunque apre linee  di credito e compra di tutto con quei nuovi soldi, che non dovrebbero circolare in quello momento.

Per farlo, si cambiano le leggi che ragionano del diritto del cittadino, il dettato della carta costituzionale. Ma non va assolutamente bene l’aver cambiato un articolo così importante della costituzione, senza una discussione popolare. Invece, si è già fatto. Con l’inserimento del nuovo Articolo 81 in costituzione.

Parlamento

Parlamento

Il 18 aprile 2012, il Senato approva in seconda lettura il ddl costituzionale di riforma dell’articolo 81, che introduce il pareggio di bilancio in Costituzione, raggiungendo con il voto unanime del pd, pdl e terzo polo, il quorum di 214 voti su 321 aventi diritto necessario ad evitare il referendum popolare confermativo.

Triste storia questa, per un popolo che si vuol definire democratico. Cambiare per decreto il corso delle leggi per non consentire al popolo di farlo scegliere, di dargli la possibilità di esprimere un parere.

I referendum sono uno strumento spuntato. Perchè efficaci. Avrebbero potuto cambiare lo stato dei fatti, in tanti passaggi storici di questo paese.

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