Gossip

Non si finisce mai di imparare. Guardo la gente, la ascolto, ne sento i profumi, gli umori. Da un passo, una posa, un avverbio piuttosto che il  verbo, azione.

L’azione è poco praticata: esprimere subito uno stato d’animo, un sentire che è di primo acchitto, non c’è, non si vede, non si sa riprodurre. Un sospiro o un guardare altrove, Un tacco tredici, la copertina con ladygaga, disprezzata per i tre euri, che con il gossip ne vengono tre. Allora perchè accontentarsi di uno, se ne posso avere tre? I contenuti…ma che vuoi che sia…l’un per l’altro…

Ci sono donne che tra un parrucchiere ed uno shopping rosicato, si portano dietro figli, che se lavorassero, dovrebbero campare loro.

“Se ho un reddito, lui mi scala l’assegno.” Perdono la mini, stivali di pelle, la colazione al bar ogni mattina ed il gossip. Tre euri per sapere come vivono i very important persons. Joshua, Babel, Chico, cucciolo, Connor,  non potranno avere le loro hogan ne il giubbotto Harley, che quando escono con lui…e l’anno prossimo tutti alla scuola pubblica. Perchèssi, sono preti, ma vogliono un sacco di soldi.

Vendo figurine. E giusto per farmela passare, mi sono inventato un giochino per coinvolgere i bambini. Se un pacco di figurine costa sessanta centesimi, quanto costano cinque bustine?…

Credo di averne già scritto. Ma è proprio che ci sono rimasto male nel notare che sono in parecchi a non conoscere le tabelline.

Lasciamo perdere l’inglese…

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