Invito a cena con Faraone e Renzi

E’ il titolo di un sms che mi è arrivato.

Vi seguo ma non riesco a proporvi.
Credo di avere un osservatorio privilegiato, anche se…esposto alle intemperie.
Ragazzi Vi auguro tutta la fortuna di questo mondo, ma per voi la vedo dura.
Per quanto sicuro della vostra buona fede, rappresentate un mondo, un partito, un apparato, una nomenclatura, che è l’unico bersaglio del disprezzo, del puro odio, fra quanti orbitano qui intorno.
E sono tanti.
Credetemi.
Qui, sotto il marciapiede, è un disastro. Il qualunquismo ha preso il posto della barbarie, l’insofferenza quello dello sdegno.
Io ero qui.
Avevo dieci anni negli anni settanta.
Venti negli anni Ottanta.
Trenta, negli anni novanta.
Ed io, di questa città, ne ho immagini fin da quando ho aperto gli occhi.

Ragazzi, spero sempre il meglio per voi, ma non me la raccontate.
Potrei citare Arpino e Fenoglio, Faulkner e Mc Carthy, Falcone, Colapesce e Bonaviri, il Pirandello dei Vecchi ed i giovani, Il De roberto dei Vicerè.

Ma sono figlio di Sciascia e comparsa della storia di una città che solo Sky ci ha aiutato a pensare. Sono consapevole di un errore del National su Orlando, paladino antimafia.
“Ogni cosa ha un inizio, un acme, ed una fine. Io so che morirò di morte violenta.” Giovanni Falcone

“Tiri fuori dal cassetto, le inchieste che non arrivano ai giornali…”

Leoluca Orlando al Maurizio Costanzo show.

Spero siate capaci di cambiare una morale, un’etica, che per quanto radicata ed esportata, non porta a niente. Specie per chi la pratica.

Non è un problema di leggi. E’ un problema di uomini. E di donne.
E di crisma. E di rispetto. Di educazione civica. Di altruismo.

Spero proprio bene per voi.
Ma non ci credo.
Sono troppo impegnato a fare il mio dovere, che per voi, non nè ho.
Grazie
Saluti

Andrea Pisciotta

Ecco quanto ho scritto all’invito di un amico.

Mi spiace, ma sono così tanto impegnato a sopravvivere, che tempo, per voi, non ne ho.

Ale ha trentatre anni ed una moglie. Vuole scappare in Australia. Trentasei ore di volo, che lo allontanino da qui, per vivere con dignità. Non lo convinco.

“Sangue…”

Dice con la voce strozzata ed un espressione in viso che tradisce l’insicurezza di essere andato troppo in là col termine,

“Saggnu! che devo fare? Che devo fare? Dimmelo tu, che devo fare?”

Sua moglie vuole un figlio. Lui dirige l’azienda del suocero.

“Un figlio non si può fare! Non si può!…E se poi non ci posso dare a mangiare? Non lo posso vestire? Se mi chiede cinque euri e non  glieli posso dare, mi dici che ho fatto? Che ho fatto? Amunì, dimmelo tu che ho fatto?”

Ha gli occhi di fuori e mi gesticola ad un pelo dal naso.

Io immobile.

La voce si è fatta un sibilo. Sembra in sincope. Schiuma all’angolo della bocca.

Poi non so se è perchè mi sono fatto brutto in faccia, o perchè, oltre quello non può andare,  si suca tutta l’aria che c’è in giro, riempie i polmoni e torna al sibilo.

Non trovo parole da dire.

Sono così offeso con me stesso, che non ho parole da dire ad Ale. Che è un ragazzo in gamba. Uno con la testa sulle spalle. In verità, lui sa che non sono trentasei ore di volo, ad allontanarti da quello che sei. La testa te la porti dovunque. E quella la devi usare per rendere migliore il posto in cui vivi.

“Cca un crisci ne ierba ne travagghiu”.

Io credo che non è così. Non è così. Perchè niente “è così”.

Per me il “ma è così” non esiste. Non c’è. Perchè è un’invenzione dei padri. Una frase che non ammette cambiamento, accetta lo status quo, lo accentra e lo solidifica, a beneficio di quanti non vogliono che niente si muova. Che tutto rimanga uguale.  Che non abbia da pensare a qualcosa di diverso da ciò che mi aspetto.

“Ma è così” non esiste perchè questo è un mondo di uomini. un mondo fatto dele azioni degli uomini. Ciò che è adesso, è ,arrivato qui perchè in tanti hanno lavorato perchè funzionasse in questo modo.

Cos’è così? Cos’è così immutabile che non permette  l’azione dell’uomo?

La realtà che viviamo è l’azione degli uomini e per questo suscettibile d’errore, perfettibile. Mutabile.

E’ qui che voglio fare le cose. E’ qui che voglio vivere.

Ricordatelo, voi che dite di amare questa città.

A

Annunci

Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...